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Unwürdig.
Quotation 77

Mit alten Kommunisten hat [die SVP] das [Koalitionsabkommen] ja geschlossen, oh Schande, und was kommunistisch riecht, kann für uns nicht gut sein. Als die alten Kommunisten des PCI [KPI] für das Statut stimmten, dann waren sie gut, als Prodi und die Kommunisten den Südtirolern alles Mögliche gaben, auch die Energie, der sie sich dann als unwürdig erwiesen, war alles in Ordnung. Nun wir[d] die Anti-Kommunismus-Keule wieder geschwungen.

Arnold Tribus im Leitartikel der aktuellen Wochenendausgabe der TAZ.

Schon wieder diese unsägliche, undemokratische Kategorie der Unwürdigkeit und des Sich-Verdienen-Müssens .

Was den Kommunismus betrifft, möchte ich die Kritiker des Abkommens zwischen SVP und PD beruhigen: Der PD ist genauso kommunistisch, wie die CDU in Deutschland. Eigentlich befindet er sich eher rechts der Mitte, was die Wirtschafts-, die Sozialpolitik oder gesellschaftliche Fragen angeht. Selbst die SPD, die sich während der letzten Jahre weit von ihren ursprünglich linken Positionen wegbewegt hat, ist wohl weiter links. Die Kommunismuskeule ist also völlig deplatziert.
Democrazia Medien Politik | Medienkritik Quote SX di DX | Arnold Tribus Romano Prodi | TAZ | Deutschland Italy Südtirol/o | CDU/CSU PD&Co. SPD SVP | Deutsch

19 replies on “Unwürdig.
Quotation 77

Bah, tutto è relativo. Nel sistema politico italiano, il PD sta a sinistra perché „a destra del centro“ troviamo un’iper-destra anti-europea che non si limita a voler „meno Stato“, ma ne persegue la delegittimazione e lo smantellamento progressivo – salvo poi utilizzare il carrozzone statale per i propri interessi particolari e clientelari, con derive fascistoidi. Vale per Pdl-Lega (che viola ogni buon senso) ma anche per il cd. centro/terzo polo. L’alleanza PD-SEL conserva un fortissimo legame con la CGIL, promuove lo Stato sociale (anche se con qualche eccesso di assistenzialismo statale) e su temi fondamentali quali fisco, istruzione e università  pubblica, immigrazione, diritti civili, tutela del lavoro, ha posizioni in contrasto con le destre e la Chiesa. L’elemento laburista „à  la Blair“ (incarnato da Renzi) è minoritario, le primarie lo hanno dimostrato; Bersani si prodiga nel definire „progressista“ il proprio schieramento e ad allacciare relazioni con gli altri partiti „progressisti“ d’Europa (ovvero aderenti al PSE) replicando all’adagio montiano e grillino „destra e sinistra sono categorie superate“. Possiamo discutere anche a lungo dell’incoerenza delle scelte „tattiche“ (il sostegno a Monti, un’eventuale alleanza post-elettorale, la mancata adesione al PSE, la presenza dei cattolici) ma dobbiamo tenere conto di cosa c’è dall’altra parte e di come [non] si forma il consenso in Italia. Nel senso gramsciano di egemonia culturale, la sinistra riformista (o vagamente socialdemocratica) è sempre stata in minoranza, per colpe proprie ma anche a causa dell‘ „anarchismo di destra“ (anti-statale, consumista, edonista, televisivo, mafiogeno) che a partire dagli anni ’80 s’è imposto come pensiero main-stream. In un paese dove il vero fascismo è «quello che i sociologi hanno troppo bonariamente chiamato la società  dei consumi», come scriveva Pasolini, non mi stupirei che una sinistra egalitaria – e a tratti un po‘ nostalgica – fatichi a imporsi. Ciò non toglie che la sinistra italiana sia a tutti gli effetti „sinistra“ e che senza di essa l’Italia non sarebbe neppure entrata nell’euro.

Effettivamente, il PD (evidentemente non parlavo di SEL) si trova certamente a sinistra relativamente al resto dei partiti italiani. Ma in gran parte d’Europa sarebbe un partito… al massimo di centro — ed in ogni caso lontano anni luce dal «comunismo».

Mi sembra così scontato che l’accusa di comunismo è strumentale alla messa in questione dell’accordo….. gliene frega assai se il PD ha avuto il suo Bad Godesberg oppure no.

Strumentale in che senso, scusa? Che interesse avrei, se non quello di affermare la verità , a sfatare un mito (come quello del PD «comunista») funzionale alla demonizzazione del patto SVP-PD?

E‘ proprio questo tuo voler affermare una („la“) verità  incontrovertibile, priva di sfumature ed elasticità , che sinceramente mi amareggia (qui e altrove). Non ti sei limitato a „sfatare un mito“ e a sostenere legittimamente la tesi della „non-riconoscenza“ per il compromesso autonomista, ma tra le righe hai dovuto far passare il messaggio che in Italia non c’è neppure un (grande) partito di sinistra. In assoluto. E via così, con l’ennesimo sottile dileggio per quest’Italia sottosviluppata (nell’interesse prioritario di dimostrare questo fatto) e gli applausi scroscianti dei tuoi simpaticissimi e obbiettivi lettori.

(Immagino già  come potresti rispondere: magari citerai qualche provvedimento simil-liberista del governo Monti varato col voto del PD oppure l’insensibilità  verso argomenti che tu ritieni nel dna della sinistra europea. E si ritornerà  al punto di partenza, per cui è meglio guardare l’Italia con le lenti d’uno straniero e tagliare con l’accetta la realtà ).

Non vedo scroscianti applausi. Comunque: Se è vietato affermare la verità , ovvero che il panorama politico italiano si è completamente spostato verso destra (magari citando le politiche neoliberali del governo Monti, l’attaccamento alla patria e alla nazione, la scarsa attenzione per le minoranze, le posizioni sulle coppie di fatto e i matrimoni gay, il testamento biologico, il pacifismo…) solamente per non «passare messaggi» sgraditi, allora proprio non ci siamo. Forse è meglio mantenere il mito del PD «comunista».

Macché spostamento: l’Italia è un paese di destra, lo è sempre stato, l’ho scritto io stesso nel primo commento a questo post (se 4 tuoi lettori non preferissero mettermi il pollice verso a prescindere, senza neppure capire/smentire ciò che scrivo). Non c’è nessun messaggio sgradito, ci sono invece molti messaggi parziali. Parafrasando il tuo commento, se i lettori dei „pollici versi“ si nascondono dietro la critica unilaterale all’Italia per giustificare l’autodeterminazione del Sudtirolo (una regione rossa, non c’è che dire), auguri e buon viaggio con Pius.

Abbiamo capito che non ti piacciono i pollici.

Ma se torniamo al contenuto, nessuno (né qui né altrove) giustifica l’indipendenza col fatto che il PD sia troppo a destra — semmai, al contrario, usano l’argomento del PD comunista. Ed è in questo senso che volevo «tranquillizzare» Pius e i suoi adepti: se intendono demonizzare la SVP perché scende a patti coi comunisti, facciano pure, ma non pretendano di venir presi sul serio.

Ok, compris. Sebbene io intendessi dire un’altra cosa: mentre Pius (o altri) giustificano l’indipendenza col „comunismo“ PD, tu – per smentirli – sostieni che il PD non sia di sinistra (e così facendo, implicitamente, aggiungi un elemento di critica al sistema Italia). Secondo me entrambe le affermazioni sono (del tutto o in parte) infondate.

Il „valutëia comentar“ è uno strumento che non condivido. E‘ un orpello di democrazia diretta[mente scema] che si avvale della cruda legge dei numeri e del più forte. Spero non sia emblematica della tua concezione di democrazia.

sostieni che il PD non sia di sinistra (e così facendo, implicitamente, aggiungi un elemento di critica al sistema Italia)

Come ho scritto sopra a me non interessa aggiungere o non aggiungere un elemento di critica („se è vietato affermare la verità  […] solamente per non «passare messaggi» sgraditi, allora proprio non ci siamo.“)

Secondo me entrambe le affermazioni sono (del tutto o in parte) infondate.

Ma come, che il PD non sia di sinistra è infondato, ma poi dici che «l’Italia è un paese di destra, lo è sempre stato, l’ho scritto io stesso nel primo commento a questo post.»

Il ”valutëia comentar” è uno strumento che non condivido. E’ un orpello di democrazia diretta[mente scema] che si avvale della cruda legge dei numeri e del più forte. Spero non sia emblematica della tua concezione di democrazia.

Non ti rispondo neanche. Che cosa c’entrano i pollici con la democrazia?

Ma come, che il PD non sia di sinistra è infondato, ma poi dici che «l’Italia è un paese di destra, lo è sempre stato, l’ho scritto io stesso nel primo commento a questo post.»

Hai qualche problema con la logica. Come spiego nel primo commento a questo cavolo di post, l’Italia è un paese dove da moltissimi anni la cultura di destra è maggioritaria (una maggioranza assoluta degli italiani è espressione più o meno consapevole di questa cultura), mentre i progressisti oggi arrivano al massimo al 40% – il PCI superò di poco il 30%. In sintesi, „l’Italia è un paese di destra“ ma un’opposizione c’è.

Che cosa c’entrano i pollici con la democrazia?

Sono simbolici. In passato ho già  contestato il fatto che su BBD – nata come piattaforma di discussione – non si formano opinioni: chi entra, esce più o meno con le stesse convinzioni di prima. Sul tuo blog il „popolo votante“ ha idee preconfezionate e chiunque faccia affermazioni difformi si trova automaticamente in minoranza, prima ancora che il proprio interlocutore abbia capito cosa vuoi dire. Questo non invoglia a discutere in maniera articolata. Fossi in te, non darei tanta evidenza „visiva“ a un metro di giudizio puramente numerico e aprioristico, fondato su una certa facile omologazione: preferirei ascoltare, prima di giudicare. Proprio perché un’agorà  democratica si regge su una proficua dialettica minoranza-maggioranza. Lo dico per voi…

@pérvasion,

per quello che può valere, almeno per me questo post non era chiaro. In effetti che Pius Leitner & C. dessero di comunisti al PD mi sembrava talmente ovvio nella sua strumentalità  che le tue osservazioni mi sono suonate un po‘ troppo „serie“ e pedagogiche, tant’è vero che mi sono venute in mente all’impronta quelle due frasette di commento, un tantino perplesse. Ognuno la vede come vuole, però lì forse ci voleva dell’ironia, tanto per far capire a queste persone che il loro gioco è fin troppo scoperto e anche abbastanza ridicolo. Se poi tu volevi effettivamente analizzare la natura del PD partendo dal presupposto, anche giusto, che in Sudtirolo tutto quanto fa Italia va spiegato come se si fosse all’estero, allora nulla di più da aggiungere a quanto detto da Valentino se non confermare che il PD è la sinistra che passa il convento geopolitico italiano (comprendente S.Marino e Vaticano), dato che a questo mondo tutto è relativo. Che poi a ben guardare, al netto della fusione poco riuscita tra ex-democristiani di sinistra ed ex-comunisti, mi sembra che gran parte della sua base sia più avanzata della dirigenza in questo senso. Tenuto conto delle varie sfumature al suo interno, compresa una spruzzata di verde e di ecosociale, credo corrisponda in tutto ai grandi partiti socialdemocratici europei.

Hai qualche problema con la logica.

Non proprio. Se tu scrivi che:

l’Italia è un paese di destra, lo è sempre stato, l’ho scritto io stesso nel primo commento a questo post

in risposta alla mia affermazione:

il panorama politico italiano si è completamente spostato verso destra

(il che ovviamente include il PD), poi non puoi scrivere

”l’Italia è un paese di destra” ma un’opposizione c’è

Delle due l’una.

Per quanto riguarda i pollici, sei libero di interpretarli come vuoi, di arrabbiarti e di farti influenzare. Fatto sta che non decidono nulla (ho anche disattivato la funzione che nascondeva i commenti valutati molto negativamente). Io quei pollici, che con sfumature diverse esistono un po‘ dappertutto (SüdtirolNews, Noeles.info, Der Standard ecc.), li vedo soprattutto come una possibilità  — facilmente manipolabile e dunque da prendere comunque con le pinze — di rendere visibile l’atteggiamento dei lettori che non partecipano attivamente alla discussione, per poi eventualmente reagire. Reagire non in maniera populistica appiattendomi su posizioni che a priori possano raccogliere più consensi, ma spiegando meglio le mie istanze che possibilmente non siano state colte. D’altronde, non ho mai pensato che fosse utile predicare solamente ai convertiti.

Non ultimo, il numero complessivo di «valutazioni» fa anche capire se e in quale misura una discussione viene seguita. Questa nostra pappardella, ad esempio, sembra interessare poca gente — almeno finora (il che non per forza significa che la discussione sia oggettivamente poco interessante o poco utile).

Pazienza se non interessa a nessuno, a me interessa. Sulla logica destra-sinistra-PD mi sono spiegato abbastanza, lascio ai lettori (e ai loro pollici) l’ardua sentenza: ribadisco che lo spostamento non c’è stato, il sistema politico resta pressoché tale e quale, con una/più destre e una/più sinistre (contrapposizione cui „i terzi incomodi“, ovvero l’ibrido Monti, Matteo Renzi e in un certo qual modo il Mov5Stelle, per ora hanno inciso poco) e in un paese dove la cultura di destra – a prescindere dal risultato delle elezioni – è sempre maggioritaria.

Per il resto, rimando all’ottimo commento di tuscan che rende ancora meglio il messaggio che volevo trasmettere nelle intenzioni iniziali. Buona serata a tutte/i.

PD DS PDS PCI

Dovrebbero metterlo come tranello dall’oculista per vedere se uno riesce a cominciare leggere da sinistra…

Io credo che chi affermi che le posizioni globali della cosiddetta sinistra italiana, come quelle di tutto l’arco politico, non abbia subito uno spostamento a destra, sia un gran buontempone in cerca di discussioni noiose.

Negli ultimi 30 anni c’è stato una progressiva autoepurazione dei partiti dal bagaglio ideologico-culturale della grande tradizione di sinistra del Novecento. I fini di quest’operazione possono essere individuati nella volontà  di seguire l’elettorato e di aspirare al governo.
La gente a causa degli eclatanti episodi di malaffare vecchi e nuovi e, forse, non sentendo più rappresentati i propri interessi da alcun partito si è progressivamente lavata le mani dalla politica. Questa spoliticizzazione del tessuto sociale ha a sua volta portato acqua al perverso meccanismo dell’abbandono del bagaglio ideologico della sinistra, quando non della sua palese sconfessione.

Quando qualche esponente PD nega che esista la lotta di classe, sta in soldoni dando carta bianca ai padroni di perseguire i propri interessi a scapito della classe produttiva. Berlusconi, ha tutto l’interesse a negarla e a presentarsi come un benefattore per il fatto che ha creato migliaia di posti di lavoro. Ma per un uomo di sinistra il lavoro dovrebbe essere un diritto garantito (oltre al dover rappresentare una condizione nobilitante per l’uomo), non un premio; ed il padrone che da lavoro, non lo fa per bontà , ma per il fatto che lui col lavoro di tanti piccoli operai ha creato il suo impero miliardario. Certo se poi uno porta l’esempio della ditta composta da 2 persone in cui il padrone in tempi di crisi percepisce meno dell’operaio, si ha il gioco facile. Ma negare la natura conflittuale degli interessi del patronato rispetto a quello degli operai è una fandonia, che è funzionale solo al non dover rappresentare in sede politica in primo luogo gli interessi di questi ultimi, e da carta bianca nel perseguire un bene comune fatto di licenziamenti più semplici, meno tutele, tagli ai servizi e tasse più ingiuste. In questo il PD ha sempre predicato un’italia più equa, ma il risultato delle politiche che *anche* lui ha portato avanti è stato quello dell’impoverimento della classe media e dell’indigenza endemica delle classi più umili.

Sull’alleanza coi chiesaroli alla Binetti, Rutelli, Lusi, anche se alcuni di questi se ne son poi andati da soli, non c’è discussione che tenga…

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