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Absurde Abfallimporte führen zu Strafen.

Südtirol hatte seit 2006 ein Landesgesetz, das den Import auswärtiger Hausabfälle untersagte. Auf Anfragen von Paul Köllensperger (damals 5SB), Sven Knoll (STF) und Riccardo Dello Sbarba antwortete LH Arno Kompatscher (SVP) Ende 2014 im Landtag, dass auch ein entsprechendes Dekret der Regierung von Mario Monti daran nichts ändern werde.

Sobald der Bozner Verbrennungsofen an die Fernwärme angeschlossen werde, dürfte er zwar laut staatlicher Norm auch zur Entsorgung von importierten Abfällen genutzt werden.

Man gehe aber davon aus, dass das Einfuhrverbot des Landesgesetzes dann trotzdem aufrecht bleibe. Daher werde man auch die thermische Nutzung weiterentwickeln.

Pressemitteilung des Landtags

Zur Annahme eines Beschlussantrags der Freiheitlichen (Nr. 630/16), mit dem das Importverbot hätte bekräftigt werden sollen, konnte sich die Volkspartei im Oktober 2016 dann schon nicht mehr durchringen. Der für Umwelt (!) zuständige Landesrat Richard Theiner (SVP) begründete die Ablehnung bezeichnenderweise gerade mit dem Anschluss an die Fernwärme. Ein Taschenspielertrick — der Antrag wurde aber knapp zurückgewiesen.

Der Druck kam vom Zentralstaat, man mied die Konfrontation und ordnete sich unter.

Schade nur, dass der Import von Abfällen laut Grünen bei der vorgeschriebenen Umweltverträglichkeitsprüfung des Verbrennungsofens gar nicht berücksichtig worden war. Vermutlich wäre die Bewertung sonst anders ausgefallen, die Anlage sollte nämlich der Schließung des einheimischen Abfallkreislaufs dienen.

Und nun der vorerst letzte Streich, der die Absurdität des Ganzen aufzeigt: Um die bereits vereinbarte Menge an Trentiner Müll importieren zu können musste kurzerhand die Mülldeponie Sachsenklemme wieder geöffnet werden — weil die Verbrennungsanlage in der Landeshauptstadt ihre Kapazitätsgrenzen überschritten hatte. Hierfür und für die Annahme von Abfällen aus Cadino (Trentino) ohne die erforderliche Genehmigung (!) hagelte es sogar Geldbußen, wie eine Anfrage der Grünen im Mai ans Tageslicht brachte.

Siehe auch: 1/

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2 replies on “Absurde Abfallimporte führen zu Strafen.”

Non sono un esperto in materia, ma da quello che mi ricordo, almeno nel 2018, c’era stato un accordo per lo scambio di rifiuti organici tra bz e tn, trattati nell’impianto di Cadino, vedi: https://www.ladige.it/…/faedo-il-biodigestore-di-cadino…
Per quel che riguarda i rifiuti provenienti dal Trentino mi ricordo inoltre che provenissero in gran parte dalla val di Fiemme e valle di Non: https://www.altoadige.it/…/inceneritore-a-bolzano…
Dato che in Provincia di Trento non si è costruito un’inceneritore e che gran parte dei rifiuti vanno in discarica, (quella di Ischia Podetti è al limite), ora sono costretti a riaprirne due nelle valli, una a Monclassico e l’altra a Imér. Una parte comunque andava e va al termoutilizzatore di Brescia.
Cito tutto questo, per arrivare al punto, la valle di Fiemme o quella nonesa, è molto più vicina al nostro capoluogo, rispetto alle altre nostre realtà territoriali. Quale sarebbe la soluzione per i nostri vicini fiemmesi o nonesi, allungare il trasporto fino a Brescia.
Che senso ha parlare di Euroregione, Regione, se non ci si aiuta a vicenda ?

Non dico che nell’Euregio non sia importante aiutarsi a vicenda… anzi, in linea generale ben venga.

Il problema secondo me è che la pressione per importare i rifiuti è venuta da fuori e che ora ci ritroviamo con impianti sottodimensionati, rifiuti in discarica anche da noi (perché quelli trentini hanno la precedenza) e oltre al danno anche la beffa delle multe da pagare.

Insomma, forse nonostante la vicinanza geografica di alcune valli trentine sarebbe utile che l’inceneritore di Bolzano servisse prima di tutto a smaltire i rifiuti «interni» e poi — con le eventuali capacità eccedenti — si potrà anche, e volentieri, dare una mano ai vicini.

In questo caso specifico comunque bisogna anche tenere in considerazione che il capoluogo sudtirolese si dovrà sorbire i fumi dell’inceneritore, per cui andrà approfondito anche questo aspetto.

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