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Neuer faschistischer Alpinifeiertag.

Mit 189 Stimmen zu null bei einer einzigen Enthaltung hat der italienische Senat gestern die Giornata Nazionale degli Alpini eingeführt, die fortan am 26 Jänner jedes Jahres begangen wird.

Warum gerade am 26. Jänner? Offiziell und ausdrücklich im Gedenken an die Schlacht bei Nikolajewka (Sowjetunion) vom 26. Jänner 1943, als die italienischen Gebirgstruppen — im Dienste des Faschismus und an der Seite der Nazis einen brutalen Angriffskrieg kämpfend — angeblich besonderen Heldenmut bewiesen haben sollen.

Der Zeitpunkt für die Einführung dieses neuen militaristischen Feiertags, während Russland in der Ukraine einen Angriffskrieg führt, ist genauso großartig wie der »Zufall«, dass Italien künftig die Heldentaten faschistischer Einheiten einen Tag vor dem Holocaustgedenktag feiern wird.

Aber bitte sagt niemals, dass die Alpini sich nicht von ihrem faschistischem Erbe distanziert haben oder dass das Alpini-Denkmal in Bruneck ein »faschistisches Relikt« ist. Denn mit dem Faschismus haben die heutigen italienischen Gebirgstruppen natürlich gar nichts zu tun.


Nachtrag vom 6. April 2022: Laut offiziellem Protokoll des italienischen Senats haben Meinhard Durnwalder, Dieter Steger und Julia Unterberger (alle SVP) für diese Sauerei gestimmt.

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4 replies on “Neuer faschistischer Alpinifeiertag.”

Ein “Sauerei” oder wie man auf Italienisch sagt “porco miseria”, was sich da besonders die Südtiroler Interessensvertretung, die SVP, in Rom geleistet hat.
Dabei sollte man selbst als Italienier-in noch aus dem Geschichtsbuch wissen:

La storia degli Alpini inizia nel 1855, nella Guerra di Crimea, in cui onore una canzone di quei giorni è diventata inno degli Alpini valdostani, e si ammanta di “gloria” con i fatti della Prima Guerra Mondiale, sui quali si è fondata l’ancora attuale retorica fascista secondo la quale l’Alpino sarebbe un montanaro semplice, tenace, buono, coraggioso e patriottico, “valoroso difensore della Patria dal barbaro invasore austriaco”.
Peccato che nel 1915 sia stata l’Italia a dichiarare guerra all’Austria-Ungheria, mentre erano ancora alleate, e ad invadere i territori per mera brama di conquista.
La storia degli Alpini prosegue poi attraverso le atrocità della Guerra di Libia del 1911, attraverso i massacri della conquista dell’Etiopia del 1935, delle invasioni proditorie di Francia nel 1940, di Grecia e Jugoslavia nel 1941 e dell’Unione Sovietica nel 1942, fianco a fianco dell’alleato nazista, con tutti i crimini annessi e connessi.
La cronaca dei crimini contro l’umanità perpetrati in maniera cosciente e volontaria dall’Esercito Italiano è nutrita e corposa, non vi è spazio per la retorica degli “italiani brava gente” costretti alla guerra da un regime tirannico ed antidemocratico “non scelto, voluto e non appoggiato dalla maggioranza”, e comportatisi con “cultura superiore, senso di giustizia e comprensione umana” che ancora oggi domina la storiografia ufficiale italiana. Questa è mera propaganda nazionalista.
Il regime fascista ha in realtà goduto di un consenso popolare largamente maggioritario fino all’8 settembre 1943, ed i reparti dell’esercito non si sono mai ammutinati, nemmeno davanti agli ordini più odiosi. Inclusi gli Alpini.
Questa è Storia, suffragata da testimonianze e documenti incontestabili anche dal più cieco e fanatico dei negazionisti.
Lo Stato italiano, il suo esercito ed i singoli reparti di esso, non hanno mai pagato né fatto pubblica ammenda per questi crimini, eguali per gravità e diffusione a quelli commessi dai loro colleghi della Wehrmacht; anzi, si continua imperterriti a tacere, minimizzare e distorcere il racconto della Storia con queste menzogne auto-assolutrici.
Gli Alpini in questo non sono affatto diversi dagli altri corpi dell’Esercito Italiano; hanno commesso crimini atroci e non hanno mai rotto con il proprio passato, sul quale insistono a mentire e negare.

Selbstredend, dass die SVP-Senatorin Unterberger auch noch meint, sich glaubhaft damit zu rechtfertigen zu können, indem sie eine singuläre, zugegebenermaßen fragwürdige gemeinsame Veranstaltung der Alpini mit folkloristischen Schützen, deren historische Vorgänger es immer nur um Landesverteidigung innerhalb der eigenen Landesgrenzen ging, mit einem hochoffiziell jährlich abzuhaltenden Ehrentag am 26.01 zu vergleichen. Wieso hat die SVP-Senatorin und ihre Kollegen dann zu diesem Gedenktag nicht zumindest gleich die Schützen miteinschließen lassen?

Es ging hier lediglich darum, die Inkohärenz des Alpini-Schützen-Arguments als Schutzbehauptung darzustellen.
Wir kennen alle die Problematik und den Umgang mit dem jährlichen Gedenktagtag am 10.02 in Italien seit seiner Einführung. Nun ein weiterer Gedenk- bzw. Ehrentag dieser Art, ausgerechnet auch noch am Vortag zum 27.01. Einfach nur beschämend und skandalös.
Quelle oben: https://www.movimentolibertario.com/2014/05/perche-un-patriota-friulano-non-puo-amare-gli-alpini/
NB: (Hier genutzt, da die wesentlichen Punkte kurz zusammengefasst sind. Bei weitergehendem Interesse wird natürlich auf die veröffentlichte Fachliteratur verwiesen.)

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