Lo scorso novembre a Fiume/Rijeka si è tenuta una conferenza internazionale dal titolo Sovereignty or Nationalism?, organizzata dall’associazione Stato libero di Fiume/Slobodna Država Rijeka/Free State of Rijeka in cooperazione con la Fondazione Coppieters di Bruxelles/Brussel.
Come il titolo fa intuire, la conferenza si poneva l’obiettivo di analizzare i concetti di sovranità e nazionalismo (o patriottismo), nonché la distinzione tra gli stessi. Filosofi, politologi, scienziati ed esperti, provenienti da numerosi paesi europei ed extraeuropei, hanno approfondito tali temi, soffermandosi sui diversi aspetti ad essi collegati. Particolare attenzione è stata dedicata alla conservazione del patrimonio culturale locale, alla tutela linguistica delle minoranze, nonché al pluralismo delle identità culturali. In tale contesto ha assunto fondamentale importanza la disamina dei concetti di sovranità e nazionalismo in riferimento alla loro idoneità a promuovere società pacifiche e inclusive, che garantiscano i diritti di tutti e siano indirizzate allo sviluppo sostenibile, nonché alla costruzione di istituzioni efficaci, responsabili e democratiche a tutti i livelli.
Hanno partecipato (clicca per l’elenco)
- Damir Grubiša: ex Professore di Scienze politiche dell’Università di Zagabria/Zagreb, Professore associato dell’Università Americana di Roma, fondatore e direttore del Centro di Studi Europei dell’Università di Zagabria, consulente della Missione Jugoslava presso l’ONU, direttore del Centro Culturale Jugoslavo a New York, ambasciatore di Croazia in Italia, Malta e presso la FAO.
- Antonello Nassone: ha conseguito un dottorato di ricerca in filosofia presso l’Università degli Studi di Sassari, dove svolge diversi seminari presso il Dipartimenti di Storia, Scienze umane e Filosofia. È docente presso la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna oltre che membro dell’ufficio di presidenza della Fondazione Coppieters.
- Ezio Giuricin: nato a Fiume/Rijeka, è giornalista e redattore del programma italiano di TV Capodistria, con un passato in Rai presso la sede regionale per il Friuli/Friûl. Ha pubblicato numerosi volumi e saggi sull’esodo italiano e sulla minoranza italiana rimasta in Istria, Dalmazia e Fiume.
- Orhan Kiliç: attivista curdo, è dovuto emigrare in Belgio sin dal 1995 dove lavora presso L’Istituto Curdo (Kurdish Institute) e ne è membro del Consiglio d’Amministrazione. Per il suo attivismo politico a favore della minoranza curda in Turchia sono stati aperti diversi procedimenti penali a suo carico
- Gabor Zsigmond: storico ed economista, è docente presso le principali università ungheresi, attualmente presso l’Università Corvinus di Budapest e l’Università di Debrecen. È membro dell’Accademia delle Scienze Ungherese, vicedirettore generale del Museo della scienza, tecnologia e dei trasporti dell’Ungheria, nonché presidente dell’associazione dei musei tecnici dell’Europa centrale. Ha pubblicato numerosi libri e saggi, concernenti tra l’altro la città di Fiume/Rijeka.
- Čedomir Stojković: avvocato, è stato direttore del Partito Democratico Cristiano della Serbia e dall’ottobre 2022 è Presidente dell’Alleanza Serbia Libera ed uno degli esponenti di spicco del movimento a favore dell’integrazione europea ed atlantica del suo paese.
- Marko Medved: dopo gli studi presso l’Università Gregoriana di Roma è tornato a Fiume/Rijeka, dove ora è Professore associato della Facoltà di Medicina. Ha sempre dedicato particolare attenzione alla storia ecclesiastica della città di Fiume/Rijeka. Sul tema ha pubblicato diverse opere tra le quali La Chiesa di Fiume durante il Ventennio Fascista.
- Marco Manfrini: avvocato di Bolzano/Bozen è uno degli autori del libro Kann Südtirol Staat?.
- Ljubinka Toševa Karpowicz: laureata in scienze politiche, è stata ricercatrice presso diverse università, tra le quali Belgrado e Lubiana. Ha dedicato numerosi libri, scritti e articoli alla città di Fiume/Rijeka.
- Ivan Jeličić: laureato all’Università di Trieste (PhD), dopo diversi anni quale ricercatore presso il European Research Council (ERC) è ora docente presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Fiume/Rijeka. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli sulla transizione postasburgica e la storia di Trieste/Trst, Fiume/Rijeka e l’Istria/Istra.
- Daniel Turp: Professore di diritto costituzionale ed internazionale dell’Università di Montréal è sicuramente uno degli esperti mondiali più rinomati in materia di autodeterminazione dei popoli. Autore di numerosi libri, è stato membro del Parlamento canadese e dell’Assemblea nazionale del Québec.
La conferenza è stata finanziata con il contributo del Parlamento Europeo.
Sono stato invitato alla conferenza in rappresentanza delle autrici e degli autori del libro Kann Südtirol Staat?. La pubblicazione, infatti, ha suscitato notevole interesse anche a livello internazionale, catturando l’attenzione sia della Fondazione Coppieters che dell’associazione Stato libero di Fiume/Slobodna Država Rijeka. Segue il mio intervento:
Democratizzare i confini: il principio democratico quale strumento di sovranità
In apertura vorrei avvisare che affronterò i concetti di «sovranità» e di «nazionalismo» come due poli, in parte antagonistici, ovvero come due distinti punti di riferimento attorno ai quali le rivendicazioni politiche delle minoranze etnico-linguistiche hanno ruotato nel corso degli ultimi centocinquanta anni all’incirca.
In tal senso, nazionalismo è l’identificazione storico-culturale e linguistica con il popolo e l’area geografica a cui ci si sente appartenenti, mentre sovranità intende la possibilità e la capacità di scegliere liberamente il proprio modello di organizzazione politica e sociale. Pertanto, utilizzo il termine «sovranità» quale titolarità del potere politico di autodeterminarsi. La sovranità così intesa è strettamente collegata al concetto di democrazia e di partecipazione democratica della popolazione direttamente interessata. Liej inant / Weiterlesen / Continua →






