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  • Polizei gegen Antifaschist:innen.
    Podcast Teil 2


    Warum ist die österreichische Polizei so massiv gegen ein slowenisches Antifa-Camp vorgegangen?

    Laut dem Wiener Historiker Gerhard Baumgartner richtete sich die Polizeiaktion Ende Juli im südlichen Kärnten/Koroška gegen den Antifaschismus. Dieser war in der Nachkriegszeit der Grundkonsens der Republik. So sieht es auch der Club der slowenischen Studierenden, der das Bildungscamp organisiert hatte. Baumgartner, ehemaliger Direktor des Dokumentationsarchivs des österreichischen Widerstandes (DÖW) und seine Analysen — im Podcast von Wolfgang Mayr:

    Serie I II III

    Cëla enghe:


    I cuntribuc esterns ne spidlea nia for la minonga o la posizion de BBD, nsci coche i/la autëures ne sustën nia for i fins de BBD. · Autor:innen- und Gastbeiträge widerspiegeln nicht notwendigerweise die Meinung oder die Position von BBD, so wie die jeweiligen Verfasser:innen nicht notwendigerweise die Ziele von BBD unterstützen. · I contributi esterni non necessariamente riflettono le opinioni o la posizione di BBD, come a loro volta le autrici/gli autori non necessariamente condividono gli obiettivi di BBD. — ©


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  • Da Sterzing a Schwaz: 70km tra…
    Rifiuti «etnici»


    Ci sono luoghi che sono semplicemente luoghi. E ci sono luoghi che sono campi d’indagine sociologica a cielo aperto. La stazione di Sterzing appartiene alla seconda categoria. Per me.

    Terreno di osservazione quasi quotidiano in materia di comportamento nello spazio pubblico

    Ci sono luoghi che sono semplicemente luoghi. E ci sono luoghi che sono esperimenti sociologici a cielo aperto. La stazione di Sterzing appartiene alla seconda categoria. È la mia finestra sul mondo, piccolo e grande, il mio terreno di osservazione quasi quotidiano in materia di comportamento nello spazio pubblico. E come per ogni osservazione sociale, anche in questo caso serve un gruppo di controllo: la stazione di Schwaz.

    Sono appena 70 chilometri a separare queste due cittadine alpine, entrambe segnate dai Fugger e dalle miniere, entrambe, in un certo senso, tirolesi, eppure a ogni arrivo mi sento come in un altro universo.

    Un ordine quasi straniante

    Mei, a Schwaz è tutto così… ordinato. La stazione è nuova e pulita, il tetto a tenuta stagna, nessun cestino osa traboccare. E se anche succedesse, al massimo fino alla mattina dopo. Certo, uno degli ascensori abbastanza nuovi è guasto, mentre a Sterzing ne stanno costruendo uno da agosto dopo anni di invana attesa. Forse Schwaz non vuole apparire troppo superba, adesso che, dopo lavori durati solo due inverni, il nuovo imponente ponte di pietra (la Steinbrücke) è già stato inaugurato. Rispetto a Sterzing, la stazione di Schwaz sembra perfetta. Quasi straniante. Ma lì mi manca qualcosa: la patina della vita vera, quel disordine disinvolto e affascinante, appena appena tollerabile, a cui sono abituato a Sterzing.

    Le bottiglie di plastica sono italiane, le lattine di birra e Red Bull sono sudtirolesi?

    Tornato a Sterzing, la differenza mi diventa improvvisamente chiara. Gocce pesanti battezzano chi attende sotto la pensilina non del tutto impermeabile – un rinfresco gratuito che nel Tirolo del Nord tormentato dal Föhn potrebbero quasi invidiare. Lungo la strada della stazione, passando accanto al vecchio e decadente casello ferroviario – la cui esistenza manca così tanto nel Tirolo rimasto austriaco – e alle rastrelliere per le biciclette, giace la solita collezione di bottiglie, una densa natura morta della smemorataggine da piccolo centro urbano. Dalla sua composizione, che cambia di settimana in settimana, formulo un’ipotesi sull’appartenenza etnica e sociale dei responsabili: le bottiglie di plastica sono italiane, le lattine di birra e Red Bull sono sudtirolesi; i pacchetti di sigarette interetnici; interi sacchi di spazzatura provengono da proprietari di seconde case o da camperisti; i bicchieri di birra sono stati inequivocabilmente lasciati da operai, autoctoni e non. Per quanto riguarda il genere, la mia ipotesi è che i responsabili siano quasi esclusivamente maschi.

    Da cosa dipende?

    Da cosa dipende? Si potrebbe ora parlare pomposamente di diverse culture amministrative in Tirolo del Nord e del Sud – dell’amore per l’ordine rigido tirolese da una parte e della disinvoltura latina dall’altra. Si potrebbe citare il sociologo Putnam, che ci parla del capitale sociale distribuito in modo ineguale e del «senso civico» storicamente insufficiente in Italia, o scomodare la «teoria delle finestre rotte», secondo cui una finestra rotta è quasi un invito a romperne altre. La scienza politica mormorerebbe qualcosa su «deficit di implementazione dovuti a competenze frammentate tra Comuni, RFI e Provincia» o su «carenze organizzative e qualitative dei servizi pubblici», ma lasciamo perdere. Tanto non interessa a nessuno. D’altronde, la nostra Autonomia non conosce deficit del genere. Da noi la politica, specialmente quella ambientale e della sostenibilità, è tutta d’un pezzo: partecipata, trasparente, efficiente, orientata ai risultati, verificabile. Nel piccolo come nel grande.

    Forse, però, è tutto molto più semplice

    Forse è una questione di stile di vita. I nostri ex (?) fratelli e sorelle del Tirolo del Nord organizzano, pianificano, ottimizzano. Perfezionano lo spazio pubblico fino a farlo sembrare uscito da un catalogo turistico. E questo, sebbene non abbiano un’IDM così facoltosa – o se ce l’hanno, ci spendono meno. Noi in Sudtirolo, invece, viviamo e curiamo. Lasciamo che le cose facciano il loro corso, diamo una possibilità al caso e osserviamo cosa succede. Il risultato non è sempre bello, ma è autentico. È vero. E in fondo, la responsabilità è sempre di qualcun altro.

    A volte, durante il mio giro settimanale di raccolta volontaria in questo piccolo e sgradevole campo di osservazione, che trovo però analiticamente così illuminante, la mia attività di raccolta rifiuti — che cerco di trasformare in informazioni sulle motivazioni di chi li abbandona — mi sembra quasi meditativa. So che, qualunque cosa accada, la prossima bottiglia di plastica (italiana?) e la prossima lattina di birra (sudtirolese?) arriveranno di sicuro. E non riesco a togliermi dalla testa un tormentone: perché situazioni del genere non capitano a Schwaz?

    In tutta onestà: Schwaz recupera

    Forse la stazione di Sterzing, questa penisola urbana così periferica sul suolo del Comune di Wiesen-Pfitsch, in fondo non è nemmeno trascurata. Forse è solo uno specchio onesto di noi stessi: un po’ abbandonata, il tetto che perde un gradito pretesto per scambiare due parole sulle difficoltà della vita da pendolare, ma fondamentalmente piena di vita. E in tutta onestà: Anche Schwaz ha bisogno di più arte di vivere all’italiana. È un buon segno che il Café Zentral del posto si chiami da alcuni mesi Bar Centrale e sia gestito da una famiglia del sud Italia, la quale, per inciso, capisce e parla egregiamente l’idioma della media Valle dell’Inn. (Mei, per chi non lo conoscesse: è molto più morbido dell’idioma/socioletto di Innsbruck, che in Sudtirolo viene comunemente proiettato su tutto il Tirolo del Nord.)
    E così, forse, riesce il salto sul grande palcoscenico politico.

    E così, forse, riesce il salto sul grande palcoscenico politico

    Sarebbe veramente un male per il Sudtirolo poter essere responsabile direttamente di tutto ciò che accade nella propria terra? Poter «curare» e «perfezionare» una combinazione propria di senso civico tirolese, anche rigido, e gusto di vita italiano, scegliendo il meglio di due mondi per costruirne uno comune insieme? Tutto questo, ovviamente, senza il quotidiano inchino o la coabitazione con le varie tipologie di post- e semifascisti: fratelli, sovranisti e leghisti.


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  • Eine unglaubliche Aktion.
    Podcast Teil 1


    Der österreichische Historiker Gerhard Baumgartner kritisiert den Staatsschutz im Fall Peršmanhof in Kärnten/Koroška.

    Polizei, Staatsschutz und »Fremdenpolizei« hatten Ende Juli die Gedenkstätte Peršmanhof im südlichen Kärnten/Koroška gestürmt. Anlass war ein antifaschistisches Bildungscamp des Clubs der slowenischen Studierenden. Mit dieser »Aktion« hat sich die österreichische Polizei vom antifaschistischen Grundkonsens der Republik entfernt.

    Ein Podcast von Wolfgang Mayr:

    Serie I II III

    Cëla enghe:


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  • Regionswechsel: Fodom beschreitet den Rechtsweg.

    Der Gemeindeausschuss von Fodom hat am 27. August beschlossen, sich an eine spezialisierte Rechtsanwaltskanzlei zu wenden, um zu erreichen, dass endlich das Ergebnis der Volksabstimmung vom 28. und 29. Oktober 2007 umgesetzt wird.

    Damals hatten sich sage und schreibe 86,42 Prozent der Abstimmenden für die Abtrennung ihrer Gemeinde von der Region Venetien und ihre Angliederung an Südtirol entschieden. In den beiden anderen ladinischen Gemeinden, die gleichzeitig abgestimmt hatten, war der Anteil der Befürworterinnen ebenfalls sehr hoch: in Anpezo stimmten 76,53 Prozent und in Col 83,33 Prozent für den Landes- und somit auch für den Regionswechsel.

    Während jedoch andere, ähnliche Anliegen relativ schnell abgewickelt wurden, hat es bei den dolomitenladinischen Gemeinden in 17 Jahren kaum Fortschritte gegeben.

    In der Gemeindesatzung von Fodom sind nicht nur die Verpflichtung zur Förderung der ladinischen Sprache und Kultur sowie die regionsübergreifende Zusammenarbeit mit den ladinischen Gemeinden in Venetien, Südtirol und Trentino (Art. 2) festgeschrieben, sondern auch ausdrücklich die Berücksichtigung des von der Bevölkerung im Jahr 2007 zum Ausdruck gebrachten Willens (Art. 112). Demnach ist die Gemeinde satzungsgemäß dazu verpflichtet, das Ergebnis der damaligen Abstimmung mit allen verfügbaren Mitteln zu verfolgen und keinerlei Entscheidungen zu treffen, die mit diesem Ziel im Widerspruch stehen.

    Divide et impera

    Die drei Gemeinden von Souramont — Anpezo, Col und Fodom — gehören seit 1923 zur Region Venetien, als dies mit dem ausdrücklichen Ziel der Assimilierung veranlasst wurde.1Dekret Nr. 93 vom 21. Jänner 1923 Auch das republikanische Italien hat diese Ungerechtigkeit, die den Grundprinzipien des Minderheitenschutzes widerspricht, niemals rückgängig, sondern sich die Argumente des Faschismus sogar zueigen gemacht.

    Doch spätestens seit Oktober 2007 haben gibt es einen klaren demokratischen Auftrag der betroffenen Bürgerinnen, dies zu ändern. Bei einer in ihrer Substanz gefährdeten Minderheit wie der ladinischen ist dabei Zeit ein wichtiger Faktor — und den scheinen die zuständigen Stellen erneut zu ungunsten des Minderheitenschutzes spielen lassen zu wollen.

    Mit dem nun beschlossenen Auftrag, der an die Kanzlei AM.LEX aus Rom erteilt wurde, versucht die Gemeinde Fodom nun, wieder Bewegung in die Angelegenheit zu bringen und den Bürgerinnen zu ihrem Recht zu verhelfen.

    Auf den Beschluss hat mich ein Leser hingewiesen.

    Cëla enghe: 01 02 03 04 05 06

    • 1
      Dekret Nr. 93 vom 21. Jänner 1923


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  • Abfahrverbote nun auch in Bayern.

    Die Idee stammt aus Nordtirol und wurde dort schon vor Jahren umgesetzt: Der Durchzugsverkehr soll daran gehindert werden, von der Autobahn auf Nebenstraßen in den Gemeinden auszuweichen, um sie vor unnötiger Überlastung zu schützen. Dies erhöht die Sicherheit, kommt sowohl der Umwelt als auch der lokalen Wirtschaft zugute und erhöht — vor allen Dingen — die Lebensqualität der Menschen vor Ort.

    Anzeige am Inntaldreieck bei Rosenheim – Kennzeichenschwärzung von mir

    Seit Mitte August gelten sogenannte Durchfahrtsverbote für Ausweichverkehr nach Nordtiroler Vorbild auch in Bayern. Zunächst waren davon Abfahrten der A8 München-Salzburg sowie der A93 im Kreis Rosenheim betroffen. Vor wenigen Tagen zog der Kreis Berchtesgadener Land nach und erließ auch für das nachgeordnete Straßennetz in seinem Zuständigkeitsbereich entsprechende Verbote.

    Schon seit 2022 gelten in Bayern immer dann auf den Schwerverkehr begrenzte Abfahrverbote, wenn in Nordtirol »dosiert« wird, also an Tagen mit Lkw-Blockabfertigung.

    Immer wieder werden auch in Südtirol Forderungen laut, den Durchzugsverkehr bei Überlastung zum Wohl der Bevölkerung an der Abfahrt von der Autobahn zu hindern. Doch leider ist das Land mit der angeblich weltweit besten Autonomie hier weder zuständig noch anderweitig in der Lage, konkrete Maßnahmen zu erwirken.

    Und die rechtsrechten Koalitionspartner der SVP sind in Rom ja vor allem damit beschäftigt, jede sinnvolle Einschränkung (etwa 30er Zonen) zu verhindern und auch noch die jenseits des Brenners ergriffenen Maßnahmen zu bekämpfen.

    Cëla enghe: 01 02 03 04 05 06 || 01



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  • Volleyball-WM mit Maurenköpfen.

    Im Tie-Break konnte Italiens »Nationalteam« gestern im Finale gegen jenes der Türkei zum zweiten Mal (nach 2002) den Volleyball-Weltmeisterschaftstitel der Frauen erringen. Auf allen Fotos der Siegerinnenfrauschaft in internationalen, staatsweiten italienischen und regionalen Medien sowie auf den offiziellen Siegerinnenbildern der Weltmeisterschaft in Thailand (FIVB) und des italienischen Verbands (FIPAV) fällt — zumindest mir — vor allem eines auf:

    Bildquelle: Italienischer Volleyballverband

    Die offiziell zur besten Spielerin und zudem zur besten Stellerin des Turniers gewählte Sardin Alessia Orro ließ es sich nicht nehmen, mit der sardischen Flagge zur Siegerinnenehrung zu gehen und sie auch gut sichtbar in die Kameras zu halten. Bei Politikerinnen und Medien der Mittelmeerinsel sorgte dies mitunter für Freude und Anerkennung.

    Diese im Grunde unbedeutend erscheinende Geste ist auch ein winziger Beitrag dazu, das Selbstverständnis derartiger — auf Staatsnationalismus aufbauenden — Veranstaltungen in Frage zu stellen, die meist versteckt bleibende Vielfalt hinter den »Uniformen« aufzuzeigen und den banalen Nationalismus des Sports zumindest ein bisschen anzukratzen. Wenn schon nicht, ihn zu durchbrechen.

    Mit in der siegreichen Frauschaft war auch wieder Paola Egonu, die in der Vergangenheit so sehr unter Rassismus und »stumpfsinnigem Nationalismus« (Zitat LH Arno Kompatscher) zu leiden hatte, dass sie sich ganz aus dem Team zurückziehen wollte.

    Cëla enghe: 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11



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  • Klein ist fein.
    Veranstaltungshinweis

    Vor über 60 Jahren haben Leopold Kohr und E. F. Schuhmacher (Small is Beautiful), J. Améry, E. Chargaff, R. Jungk u. a. diesen Grundsatz formuliert und verbreitet. Wäre er beherzigt worden, dann wären wir sicher nicht in der katastrophalen Situation, in der wir uns jetzt befinden. Er findet überall Bestätigung, wo kleine Dimensionen beibehalten und geschützt werden. Umgekehrt ist unübersehbar, dass alle weltweiten Probleme mit dem Verlust von ökologischem und sozialem Gleichgewicht zusammenhängen, von politischer Überschaubarkeit und Fehlen einer wirklichen Souveränität der Bürgerinnen und Bürger. Grenzenloses Wachstum und Machtkonzentration zerstören von Menschen geschaffenes organisches Gleichgewicht in kleinen Dimensionen.

    Die Veranstaltungsreihe beleuchtet wesentliche Bereiche der Wirksamkeit dieses Grundsatzes. Autoren tragen ihre Erkenntnisse und Erfahrungen vor, in Gesprächsrunden werden die Gedanken vertieft.

    • 10. September um 17.30 Uhr: Klein sein oder Nicht sein – mit Günther Witzany

      Weshalb Klein fein ist: Die Theorie von Leopold Kohr und E.F.Schuhmacher und ihre Erkenntnisse für eine dauerhaft gute Lebenswirklichkeit aller Menschen.

    • 11. September um 17.30 Uhr: Die politische Kleinteiligkeit als Grundlage – mit Sean Müller

      Die Schweiz ist ein Musterland für politische Kleinteiligkeit, so wie San Marino, Andorra oder Liechtenstein. Diese politischen Realitäten leben Einheiten der Selbstverwaltung und -organisation vor, in denen die Teilhabe aller am besten zu gestalten ist.

    Die Veranstaltungen finden im Raum F6 der Freien Universität Bozen (6. Stock im Trakt Kolpingstraße – der Zugang wird ab dem Haupteingang beschildert) der statt.

    Veranstaltet von der Initiative für mehr Demokratie EO in Zusammenarbeit mit dem Master in Eco-Social Design – Prof. Kris Krois, Freie Universität Bozen, CAST, netz | Offene Jugendarbeit EO, mit Unterstützung von Jugendring und SKJ. Gefördert von der Autonomen Provinz Bozen – Südtirol.

    Alle Informationen aus der offiziellen Einladung. Angaben ohne Gewähr.



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  • Tavola rotonda: Autonomia o stato?
    Eurac Research

    immagine tratta dall’invito ufficiale (Adobe Stock / Stefan Kretzschmar)

    La tavola rotonda si propone di esplorare l’autonomia dell’Alto Adige/Südtirol, analizzando i vantaggi, le sfide, i limiti e le implicazioni di una sua potenziale trasformazione in uno stato indipendente. Gli interventi dei relatori prenderanno spunto dal volume «E se il Sudtirolo diventasse uno Stato?», offrendone una lettura alla luce del quadro giuridico vigente. La dimensione statutaria verrà integrata con quella costituzionale, europea ed internazionale, per fornire una visione completa ed una lettura articolata delle prospettive future dell’autonomia.

    Programma

    Saluti istituzionali
    Roland Psenner, presidente Eurac Research

    Intervengono (in ordine alfabetico):
    Sigmund Kripp, Noiland
    Harald Mair, Noiland
    Marco Manfrini, Noiland
    Francesco Palermo, Eurac Research
    Francisco Javier Romero Caro, Eurac Research
    Alice Valdesalici, Eurac Research

    Modera
    Petra Malfertheiner, Eurac Research

    La tavola rotonda sarà in lingua italiana, senza interpretazione.
    L’ingresso è libero.

    dall’invito ufficiale – link aggiunto da me

    La tavola rotonda avrà luogo mercoledì 10 settembre dalle ore 17.45 alle ore 19.30 presso Eurac Research (Conference Hall).

    Invito ufficiale

    Cëla enghe: 01 02 03 04 05 06 | 07 08 09 || 01 02 03 04



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